Durante la II Guerra Mondiale

La storia della radio coincide con la storia del XX secolo e con essa si apre il campo delle telecomunicazioni senza filo:
dai segnali elettrici si passa alle onde elettromagnetiche.

Nei primi anni del '900 la trasmissione delle informazioni per mezzo delle onde radio era ancora legata alla telegrafia, ma fin da subito la radio fece intuire le sue enormi possibilità di impiego.

All'inizio furono soprattutto le marine militari ad impiegare la telegrafia senza fili per salvaguardare la sicurezza dei trasporti marittimi.

Le trasmissioni radio iniziarono a svilupparsi in modo crescente già durante la Prima Guerra Mondiale, ma conobbero negli anni successivi un notevolissimo sviluppo, tanto da diventare una vera e propria arma sia per le sue possibilità di informazione immediata e di diramazione di ordini, che come strumento di informazione al fronte e in patria.

La radio veniva considerata un elemento di novità proprio dalle dittature del '900, che se ne servirono per manipolare le coscienze. Si parla proprio per questo di totalitarismo.
  • "Associazione Rover Joe"
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  • "Firma di Paul Bennett sulla Jeep Rover Joe"
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In Italia, invece, il regime fascista guardava ancora con sospetto la radio, senza coglierne a fondo le potenzialità, tuttavia non si lasciò sfuggire le opportunità propagandistiche offerte dal nuovo mezzo e promosse la costituzione di un'ente, l'EIAR (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche, 1928), in sostituzione dell'URI, prendendone il controllo.

La radio raggiunse la diffusione di massa solo nel 1936, grazie a Radio Balilla e al contributo del partito nazionale Fascista, che favorì l'acquisto di apparecchi per le organizzazioni del regime e per le scuole.

E' proprio durante la Seconda Guerra Mondiale negli anni '40 che la radio divenne protagonista, a supporto degli eserciti,
ma anche a conforto e speranza di moltitudini di persone coinvolte in drammatiche vicende.

Durante tutto il conflitto ci fu una seconda guerra parallela e inavvertita, ma altrettanto importante, che impegnò migliaia di uomini e donne nella trasmissione codificata,
nella intercettazione e decrittazione dei messaggi amici e nemici.

La radio era ed è ancora oggi uno dei mezzi più potenti per la guida del popolo.

Lo sviluppo di questo mezzo di comunicazione ha superato in breve tempo il telefono, il telegrafo, la macchina e l'aereo ed è diventata, per così dire, la tecnica dell'uomo medio.







   

Paul Bennett

..."Sono stato un puntino nella vostra storia. Oggi ho rivissuto la mia storia."...


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